La maternità..consigli e abitudini

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Per indicare l’età di un bambino in Cina c’è l’usanza di aggiungere sempre nove mesi all’età effettiva. Questo per dire quanto sia importante il periodo di vita nel grembo materno.

Il benessere psichico

Nel secolo scorso era convinzione diffusa che tutto ciò che influiva nella madre durante l’attesa poteva ripercuotersi sulla personalità del bambino. La donna incinta, si diceva, non va spaventata, contrariata o turbata, ma deve riempirsi gli occhi di cose belle. Anche nell’antica Cina e in Giappone si dava molta importanza al fattore psichico.

Nell’antica Grecia c’era l’abitudine di riservare alle donne incinte giardini o appartamenti speciali piene di opere d’arte. A Sparta una legge di Licurgo rendeva obbligatorio questo arredamento. Del resto nel mondo animale queste delicatezze sono istintive: alcuni etologi hanno constatato con sorpresa che presso ceti uccelli il maschio vegli sulla tranquillità della femmina che cova; presso certe specie, addirittura, orna il nido di fiori e nasconde le foglie morte, che con i loro colori spenti renderebbero malinconica la futura madre.

Lo stress può essere nocivo.

Oggi sembra che alcune di queste consuetudini siano davvero fondate. Norman Geshwind della Harvard Medical School, uno dei massimi esperti a livello mondiale, ha ridato credibilità scientifica a queste usanze del passato. Secondo questo studioso lo stato d’animo della madre po’ influire sulla costituzione cellulare del feto in formazione. In particolare una situazione di stress, che può derivare da emozioni violente (in senso negativo o positivo) oppure da abitudini nocive (andare abitualmente a letto tardi, usare molto l’automobile, lavorare troppo…), fa entrare in circolazione sostanze dannose per sé e per il bambino.

Secondo Norman Geshwind queste sostanze (l’adrenalina, per esempio) avrebbero un effetto sul sistema nervoso centrale e sul cervello del nascituro, predisponendolo a sviluppare negli anni successivi disturbi nel comportamento.

Respirare è un modo di nutrirsi.

Anche l’aria, oltre ai cibi solidi e alle bevande, è un alimento. L’ossigeno è un alimento fondamentale per la vita delle cellule. Durante i nove mesi di gestazione il feto non può respirare che attraverso la sua madre. Questa, quindi, deve respirare per due. Un quinto del sangue ossigenato della madre va alla placenta, e il piccolo disturbo respiratorio materno si ripercuote, amplificato, sullo sviluppo del feto.

In tutte le civiltà antiche e specialmente in Egitto il valore della respirazione materna era noto. Oggi è scientificamente confermato. Due ricercatori del Centro ostetrico dell’università di Pennsylvenia, i Dotttori Raiha e Bishop, hanno dichiarato che secondo loro la ragione per cui i bambini nascono prematuramente e in certi casi morti è da ricercare nella loro insufficiente ossigenazione. Perché il feto sia ben ossigenato, la madre, oltre a non fumare e a non presentare gravi anemie, deve saper respirare.

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