LA GOTTA , Acidi urici

Gli acidi urici che derivano dalle purine causano la gotta

La gotta è una patologia molto conosciuta e nel passato era considerata una malattia dei ricchi in quanto interessava principalmente le classi più agiate di quell’epoca. Con la crescita economica della popolazione e quindi la maggior disponibilità di cibo, la gotta è divenuta una patologia tra le più diffuse, tanto che oggi ne soffre circa 1 milione di persone (il 7% della popolazione sopra i 65 anni). Il termine gotta deriva dal latino “Gutta” che significa “goccia”, nome utilizzato per primo da un frate domenicano intorno al 1200.

Infatti i medici del passato avevano ideato la teoria che la gotta dipendesse dalla caduta di “materiale morboso” dal sangue dentro le articolazioni. Oggi la scienza ha appurato che la gotta è una malattia causata dall’eccesso di acido urico nel sangue. L’alterazione del metabolismo dell’acido urico (detta iperuricemia) può causare la formazione di cristalli (aghiformi) che si depositano nella pelle, nelle articolazioni e nei reni.

In base al luogo di deposito dei cristalli si distinguono varie forme di gotta.

– deposito nelle articolazioni (artrite gottosa)

– formazione di “tofi” (urati sotto la pelle) di solito nel padiglione dell’orecchio

– calcoli renali, composti di cristalli di acido urico. Questa forma può causare insufficienza renale

I sintomi principali della gotta nel paziente sono dolori articolari intermittenti associati a gonfiori, eritemi e calore. Nel 90% dei casi la prima articolazione compromessa dalla gotta è quella metatarso-falangea dell’alluce, ma può interessare anche le articolazioni di mani e piedi. In forma cronica, la gotta coinvolge sedi extrarticolari come il tendine di Achille ed il padiglione dell’orecchio. L’eccessiva presenza di acidi urici induce anche la formazione di calcoli renali e può, in stadio avanzato, compromettere l’intera funzionalità renale.

Ma cosa sono gli acidi urici?

Gli acidi urici sono dei metaboliti prodotti dal processo di degradazione delle purine (ad opera degli enzimi xantina ossidasi e l’adenosina deaminasi) un gruppo di sostanze presenti in tutte le cellule. Le più note sono l’adenina e la guanina e sono delle sostanze azotate che si trovano nel Dna e Rna del nucleo.

Quindi l’aumento degli acidi urici è direttamente collegato alla quantità di purine presenti nel sangue e dall’incapacità dei reni di eliminare questo metabolita acido. Le purine possono essere di origine endogena o esogena. Circa l’80% delle purine derivano dalla distruzione delle nostre cellule e solo il 20% lo assimiliamo dagli alimenti.

LA DIETA E LA GOTTA

Come abbiamo detto, le purine si trovano nei nuclei delle cellule e quindi gli alimenti che posseggono più di queste sostanze azotate sono quelli dotati di più cellule. Per questo motivo gli alimenti più ricchi di purine sono le carni derivanti da organi (fegato, cervello, reni) e da pesci come le alici, acciughe e sardine.

Vediamo la tabella degli alimenti.

ALTO CONTENUTO DI PURINE (da 150 ad 800 mg/100g)

Pesce azzurro come alici, acciughe e sardine, frattaglie (fegato, animelle, rognone, cervello) e selvaggina

MEDIO CONTENUTO DI PURINE (da 50 a 150 mg/100g)

Carni di muscolo, pollame, crostacei, salami e insaccati in genere, legumi (piselli, fagioli, lenticchie), asparagi, spinaci, cavolfiori e funghi

BASSO CONTENUTO DI PURINE (da 0 a 15 mg/100g)

Latte, uova, formaggi, verdure, ortaggi, frutta, pasta e altri cereali (fatta eccezione prodotti integrali).

Il consumo di amidi e zuccheri è la causa principale della gotta

Quante volte avete sentito consigliare a chi è malato di gotta di eliminare o limitare al massimo la carne dalla propria dieta quotidiana?

Molto spesso infatti, viene additato il consumo di carne animale come motivo principale della gotta, come se l’aumento della diffusione di questa patologia, dipendesse dalla maggiore disponibilità di questo tipo di cibo nel mondo moderno. Il motivo che spinge la medicina ufficiale nel colpevolizzare le proteine animali è che queste contengono le purine, il materiale che una volta degradato, si trasforma in acido urico. Quindi come al solito la medicina applica la facile equazione: meno proteine animali = meno dell’acido urico nel sangue. Peccato che non sia così.

Cerchiamo di spiegarne i 3 motivi principali:

– Non tutte le proteine hanno le stesse quantità di purine. Infatti come ricorderete le purine sono delle basi azotate che compongo il Dna e Rna e quindi sono presenti solo nel nucleo delle cellule. Quindi la carne che ne contiene di più appartiene ai tessuti degli organi (frattaglie) e non la carne che di solito mangiamo.

– Dobbiamo precisare che solo il 15-20% delle purine provengono dall’alimentazione, mentre 80% viene prodotto dalla distruzione delle nostre cellule (causato dalle infiammazioni e processi degenerativi).

–  L’accumulo degli acidi urici dipende maggiormente dall’incapacità dei nostri reni di filtrare il sangue e quindi eliminarli con l’urina.

Quindi dovremo investigare sui motivi che inducono all’eccessiva morte cellulare ed all’incapacità del nostro corpo di depurare il sangue dall’acido urico e non sull’alimentazione (il cui contributo è molto limitato).

Ovviamente le cause che inducono entrambe i processi sono da imputare all’alimentazione a base di carboidrati insulinici.

Vediamone il motivo.

Per quanto riguarda l’aumento della morte cellulare, abbiamo già approfondito come i carboidrati insulinici siano i principali responsabili delle malattie degenerative dell’uomo (acidosi, infiammazione, diabete, cancro, artrite ecc..ecc..) e sappiamo che queste inducono le cellule a scegliere la strada dell’apoptosi. Distrutta le cellula, le purine che compongono il Dna e Rna defluiscono nel sangue dove vengono trasformate in acido urico.

Per quanto riguarda l’efficienza del processo di depurazione, questo è direttamente correlato al buono stato dei reni che sono appunto preposti a trattenere l’acido urico ed eliminarlo con le urine.

Purtroppo il degradamento dei tuboli renali impedisce la filtrazione completa inducendo un aumento di questo metabolita nel sangue. Il fenomeno degenerativo viene causato dalla assunzione di carboidrati insulinici che induce un’azione infiammatoria ed ossidativa. Non a caso il 65% dei malati di gotta sono anche diabetici (uno dei problemi del diabete è la nefropatia).

Al contrario un’alimentazione ricca di verdure e frutta, con la giusta quantità di proteine animali (ad esclusione delle frattaglie) può far regredire la gotta.

L’integrazione può essere un valido aiuto per prevenire e curare la gotta.

L’azione svolta dai vari micronutrienti opera su diversi fronti d’intervento:

1)Ridurre la glicemia, in quanto esiste uno stretto rapporto tra iperglicemia/diabete e la gotta. .

Elenco dei nutrienti necessari: curcuma, resveratrolo, cannella, taurina, glutammina, L-carnitina, arginina, potassio, magnesio, manganese, vitamina D, vitamina B1, cromo.

2) Diminuire la secrezione del cortisolo, in quanto agisce direttamente nell’aumentare la glicemia. Elenco dei nutrienti necessari: cordyceps sinensis, schisandra, tribulus terrestris, ginseng, teanina, rosa rodiola, magnonolo e onochiolo, tirosina, fosfatidilserina, melatonina, vitamina D

3) Evitare l’acidosi tissutale responsabile in quanto uno dei processi che induce l’apoptosi cellulare e quindi la produzione di purine endogene.

Elenco nutrienti necessari: vitamina D, calcio.

4) Evitare che il nostro corpo subisca l’infiammazione cronica, perché ciò attiverebbe il cortisolo ed un aumento dell’apoptosi cellulare.

Elenco dei nutrienti necessari: vitamina D, omega 3, potassio.

5) Contrastare la produzione di radicali liberi, Ages ed Ales in modo da evitare l’apoptosi cellulare ad opera di questi agenti ossidanti.

Elenco dei nutrienti necessari: esperidina, picnogenolo, quercetina, resveratrolo, epigallocatechina gallato, chiodi di garofano, origano, cannella, pepe nero, curcuma, taurina, N-acetil cisteina, molibdeno, selenio, cromo, coenzima Q10, acido alphalipoico, vitamina E, vitamina C, vitamina A.

 

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