Cellulite, disturbo circolatorio, come prevenirlo

CELLULITE

Il disturbo circolatorio più diffuso è sicuramente la cellulite.

Esternamente si manifesta con la formazione di inestetismi cutanei; internamente con una alterazione del sistema circolatorio periferico ed una modificazione del tessuto adiposo.

Una rallentata circolazione venosa e linfatica provoca un ristagno di tossine che si infiltrano nelle intersezioni sottocutanee, dando luogo ad un vero e proprio processo infiammatorio. Peraltro l’evoluzione del quadro cellulitico è lenta e graduale, e ben si adatta ad un discorso di prevenzione affidata a sostanze vegetali attive.

Una problematica da affrontare è quella di individuare la migliore forma di somministrazione, affinchè possa risultare biodisponibile e di sicura assimilazione per non causare problemi d’intollerabiltà o di scarso assorbimento.

Colpisce vari e parti del corpo, in particolare gli arti inferiori ed il bacino. La fase iniziale si materializza in una sofferenza, prima modesta e via via più importante, della circolazione venosa e linfatica, con influenza sul tessuto cutaneo, sino ad una loro degenerazione.

Rallentando la circolazione venosa e linfatica, si viene a creare un ristagno, nelle zone interessate, di tossine (sostanze di rifiuto), le quali si infiltrano nelle intersezioni sottocutanee, dando luogo ad un vero e proprio processo infiammatorio.

In questa situazione, le cellule adipose si rigonfiano, le fibre elastiche si spezzano, le fibre collagene degenerano, i capillari arteriosi e venosi in sofferenza si alterano. Viene quindi a mancare un buon afflusso di sangue arterioso e si ha un ristagno sempre maggiore di sangue venoso, denso di sostanze tossiche e di rifiuto; viene altresì compromessa la circolazione linfatica con conseguente alterazione dei liquidi tissutali.

Il tessuto cellulare posto al disotto della mucosa si ispessisce, si indurisce, dando origine a piccole tumefazioni che si ingrossano e deformano la parte corporea interessata. La sostanza connettivale fondamentale, costituita da mucopolisaccaridi, proteine, amminoacidi, glucidi, ioni e acqua, subisce una particolare azione chimica, per cui aumenta la viscosità e la torbidità della sostanza fondamentale, portando una notevole ritenzione idrica. Il tessuto non è in grado di eliminare tutte le sostanze di rifiuto stagnanti, dando così origine, sia per la presenza di grasso che per il rallentamento del flusso sanguigno, ad un tessuto spugnoso con noduletti ed aderenze sclerotiche.

Continuando il processo degenerativo, tutte le formazioni inglobate vengono distrutte, dando luogo ad un totale rilassamento cutaneo della zona colpita, costituita solamente da tessuto fibroso, sclerotico cicatrizzale; a questo va ad aggiungersi un coinvolgimento delle fibre nervose con conseguente stato doloroso locale.

E’ da tenere presente che questa evoluzione del quadro cellulitico è lenta e graduale, e che con opportune prevenzioni, cure e d accorgimenti possono non giungere gli stati avanzati sopra descritti.

Anche soggetti magri possono essere affetti da cellulite ed individui in sovrappeso possono non trovarsi di fronte al problema cellulitico, ma di adiposità localizzata. Quest’ultima, diversamente dalla cellulite, comporta si un aumento, in volume e numero, delle cellule adipose, ma non una loro alterazione.

La cellulite non appare all’improvviso, ma ha una precisa evoluzione: si evidenzia prima con leggero difetto di circolazione, formicolio ai piedi, arti che si addormentano, per poi procedere più o meno rapidamente verso la sua forma molle, quindi, se non contrastata, in quella dura ed infine in quella edematosa.

Non esiste perciò uno stadio specifico della cellulite, ma esiste la cellulite che si manifesta con una graduale modificazione del tessuto adiposo e del derma. La cellulite, quindi, come una disfunzione in grado di modificare alcune funzioni organiche e contemporaneamente l’aspetto estetico. Va per questo, affrontata cercando di modulare l’intervento tenendo conto del grado di evoluzione ed intervenendo sia dal punto di vista alimentare che da quello estetico (prodotti cosmetici mirati, massaggi, ginnastica).

I prodotti edibili sono rappresentati da integratori alimentari, costituiti da piante officinali, in grado di fornire il giusto apporto di sostanze di cui l’organismo ha specificatamente bisogno.

LE PIANTE PIU’ IMPORTANTI NEL TRATTAMENTO DELLA CELLULITE SONO:

EDERA (Hedera helix)

L’Edera è una pianta protettrice del sistema venoso, oltre che una pianta decongestionante e antinevralgica. Le sue applicazioni sono numerose, sia per uso interno che per uso esterno, quando esistono edemi circolatori, aumenti patologici della quantità di liquido interstiziale dei tessuti dovuti a stasi venosa, o compressione venosa, o da un ostacolo alla circolazione linfatica, o da aumentata permeabilità dei tessuti.

PUNGITOPO (Cupessus aculeatus)

Il Pungitopo è n ottimo astringente del sistema venoso. E’ molto adatto nelle malattie venose e dei capillari, nella cura delle varici e dei rilassamenti venosi, nei postumi delle flebiti, negli edemi alle gambe ove esistono gonfiore con raccolta di siero.

CIPRESSO (Cupressus sempervirens)

Il Cipresso è un ottimo vasocostrittore, un tonificante delle vene dilatate e dei tessuti rilassati. E’ astringente, antispasmodico e riequilibratore del sistema nervoso. Ottimo rimedio contro disturbi circolatori quali congestione venosa alle gambe, al bacino, senso di pesantezza al basso ventre, emorroidi.

TARASSACO (Taraxacum officinale)

Esiste una branca della medicina alternativa chiamata “ Tarassoterapia”, perché in  base alle molte funzionalità e potenzialità possedute da questa modesta ma preziosissima pianta si possono curare tutti gli organi del corpo, escluso il sistema nervoso centrale. Ha una marcata azione disintossicante del sangue, abbassa il tasso di colesterolo ed aiuta nei casi di cellulite, gotta, reumatismi, malattie della milza e malattie di ricambio.

ROSMARINO (Rosmarinus officinalis)

Una proprietà del rosmarino è quella di contrastare il ristagno dei liquidi interstiziali tramite i suoi componenti principali: flavonoidi, saponine, terpeni. Il Rosmarino aiuta a ridurre le condizioni edematose tramite la sua azione diuretica. Inoltre il Rosmarino ha anche un importante azione stimolante ormonale.

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